L' armagnac tra storia e testimonianze

L’armagnac risulta il distillato di vino più vecchio del mondo, difatti le sue testimonianze riportate in  documenti che risalgono a prima del 1400,  evidenziano  la coltivazione della vite  che risale al tempo Romano.

La prima incitazione a coltivare le vigne fu fatta attraverso ordinanze dell’arcivescovo di Auch, intorno al V secolo.

Questo evidenzia l’importanza delle abbazie nella diffusione della viticoltura e della distillazione.

Il distillato Guascone prima del 1700 era commercializzato nelle sole aree del” Saint Sever” e “Monte de Marsan” attraverso l’unica, via sicura, il  fiume Baise, che rese l’abbazia di Flaran, una delle più importanti nella divulgazione del distillato grazie alla sua posizione ottimale.

Notizie storiche affermano che un certo “Antoine” era rinomato per le sue abilità di distillatore di vino nella città di “Tolosa”, inoltre il distillato veniva utilizzato anche come metodo medicamentoso, come cura esterna ovvero applicato sulla pelle per rinvigorire i muscoli indolenziti, o come disinfettante per le ferite, ma anche come anti depressivo, per le sue qualità euforizzanti.

Diversi testi  datati XIV secolo, che ci  giungono da Vital du Four, un frate francescano, ordinato poi cardinale nel 1321, che elenca ben 40 principi terapeutici del distillato.

Tra tutti i documenti che confermano l’esistenza di un distillato di vino nel sud ovest della Francia, che negli anni si è evoluto con il nome di armagnac che conosciamo, viene evidenziato un testo relativo ad un eredità di un nobile di nome Vic de Fronzac, dove venivano menzionati un torchio e dei fusti in legno dove vi era presente l’acquavite di vino.

Il commercio in espansione.

La zona del armagnac è una zona con delle difficoltà morfologiche, che rendevano difficile la costruzione di vie di comunicazione con il resto della Francia, tuttavia famosa per la sua bellezza e per aver dato vita alla figura dei tre moschettieri che rispecchiavano nelle loro vicende il carattere tipico della zona chiamata Guascogna.

Gli Olandesi possedevano la più imponente flotta   mercantile   di quei tempi, intenti nella ricerca di qualsiasi nuova merce o prodotti da  distillare,    furono i primi a spingere i distillatori di vino Guasconi  a distillare,  per diminuire il volume del vino e rendere più facile da  trasportabile, iniziando un commercio di vino Francese, che fu destinato ai ricchi paesi del nord Europa.

Grazie al incremento degli ettari di terreno a metà del 1800 la produzione del distillato ebbe una crescita esponenziale, che crollo agli inizi del 1900 a causa della filossera che devastò il patrimonio dell’area.

Oltre agli Olandesi anche i pellegrinaggi contribuirono a divulgare il distillato, difatti si sviluppò un via vai che ancora oggi attira gente da ogni angolo del mondo, il pellegrinaggio verso il santuario di Santiago de Compostela.

I pellegrini che affrontavano il viaggio spirituale, lungo e molto faticoso fino alla città Spagnola, luogo dove i  monaci benedettini edificarono un santuario in commemorazione di San Giacomo, la quale tomba fu ritrovata proprio nel paese Spagnolo.

I viaggianti prima della faticosa attraversata delle montagne trovarono nella zona della Guascogna, riposo, è l’armagnac non ancora conosciuto con questo nome, era una fonte corroborante e lenitiva per lo stremante cammino.

Il distillato veniva utilizzato come cura dalle infezioni e per la spossatezza, inoltre nelle taverne e osterie veniva venduto, i viaggianti lo acquistavano per affrontare il lungo viaggio che li aspettava.

Tutto questo fu una pubblicità straordinaria per il distillato, poiché i viandanti di ritorno dalla faticosa esperienza in patria raccontavano di questa acquavite miracolosa che, fu di gran supporto durante il loro stremante viaggio spirituale.


I territori

L’area di produzione dell’armagnac si suddivide in tre aree che si caratterizzano per i suoli sabbiosi e   argillo – calcarei, che danno ai vini un ottima acidità e predisposizione alla distillazione.

Le aree di produzione sono: Bas armagnac che dona distillati dai profumi floreali, e adatti agli invecchiamenti lunghi, 

le Tenareze che regala distillati strutturati , con un gusto secco e deciso anch’essi tendenzialmente floreali, difficilmente imbottigliati in purezza ma vengono mitigati con altri distillati della Bas armagnac.

In fine la zona del Haut Armagnac che rappresenta una bassissima percentuale di produzione dato dal fatto che il terreno è più incline ad altre coltivazioni e poco favorevole alla coltivazione delle vigne.

I vitigni

Prima della filossera i vitigni che caratterizzavano la maggiore produzione erano Colombard e Folle Blanche, ma ad oggi sono presenti in percentuali minori, mentre prevale nella produzione odierna l’Ugni Blanc e Baco, vitigni più forti.

Altri vitigni previsti dal disciplinare sono : blanc dame, graisse, jurançon, mauzac, meslier saint-françois.

La coltivazione si divide principalmente nelle aree del Tenareze per il Colombard e Ugni Blanc, e nella zona della Bas Armagnac con la produzione di Baco e Folle Blanche.

Vinificazione,Distillazione e classificazione

L’armagnac è prodotto pigiando le uve delicatamente e ottenendo il “Fiore “ del mosto ricco di profumi e con un alta acidità, importantissima per la produzione di questa acquavite. L’uva viene vendemmiata circa a metà settembre e pigiata delicatamente per ottenere un mosto con una bassa gradazione alcolica che varia dai 9 agli 11 gradi, a seconda delle annate, che darà un vino con altrettante caratteristiche. Il mosto subisce una chiarificazione per deposito delle fecce ma non subisce un filtraggio dei lieviti.

Il vino che non contiene solfiti viene distillato in tempi brevi una sola volta, con inizio a novembre e con fine massima ad aprile dell’anno successivo, tempistiche che rispecchiano la tradizione.

Il mosto viene lasciato fermentare una sola settimana,e successivamente distillato per evitare che vada in aceto. Passaggi così rapidi  aiutano a conservare la fragranza e freschezza del mosto.

Sicuramente con l'aiuto della tecnologia moderna si potrebbe mantenere il mosto in  vasche refrigerate e controllare la fermentazione, ma i distillatori preferiscono mantenere la nobile tradizione.

L’alambicco Armagnacais  non è altro che un alambicco a colonna a piatti, costruito agli inizi del 1800 e in grado di ottenere acquaviti di qualità , viene impiegato per il 95% della produzione.

L’alambicco è alimentato a gas a differenza dei vecchi alambicchi alimentati a legna che producono fumi ad oggi vietati del disciplinare.

La “comodità” e rapidità del armagnacais sta nella sua continuità di distillazione, difatti la colonna di raffreddamento non è riempita con acqua ma con il vino  e viene convogliato nella caldaia rendendo la distillazione continua,  a differenza di altri alambicchi di tipo charentais impiegato per il 5% della produzione, che portano ad una interruzione del processo di distillazione per doverli ricaricare. Il distillato prodotto ha una gradazione alcolica che varia tra i 52 e i 62 gradi.

L’invecchiamento viene fatto al interno di botti di legno provenienti dai boschi della zona del armagnac , per i lunghi invecchiamenti non viene aggiunta acqua per tagliare il grado alcolico, mentre per le acquaviti più giovani l’aggiunta viene effettuata.

Durante gli invecchiamenti più lunghi i mastri distillatori tengono conto anche del  fenomeno dell’evaporazione dell’alcol “LA PART DES ANGELS” ovvero quella parte di alcol che evapora in “cielo” durante il periodo di affinamento  nelle botti del distillato.

Con la diminuzione del volume del distillato in botte, il mastro distillatore effettua il rabbocco valutando due sistemi: o ricolmando le botti con un distillato della stessa annata, posto a riposare in botti di capienza molto più grande dove il distillato subisce un invecchiamento più lento per via del poco contatto con il legno, oppure sacrifica una parte delle  botti dello stesso distillato  per rimpinguare.

La scelta del tempo di invecchiamento e delle acquaviti è fatta dal mastro distillatore che tiene conto delle sostanze organolettiche e delle annate del vino vendemmiato.

Le ettichette riportano le annate con le seguenti diciture:

TROIS ETOILE O VS ( Tre stelle o very special : l’Armagnac più giovane utilizzato per il blend ha 2 anni)
VSOP (Very Special Old Pale “Molto superiore vecchio ambrato” ha nel suo blend l’acquavite più giovane di 5 anni)

EXTRA VEILLE RESERVE o XO (“Riserva extra invecchiata” il distillato più giovane ha 6 anni).


La degustazione

La degustazione di questo distillato ritenuto di nicchia viene fatta alle volte con poche accortezze. Sarebbe meglio degustare armagnac in un bicchiere di tipo balloon basso, (forma che ricorda una goccia) ampio nella parte bassa e stretto nella parte alta, senza utilizzare fiamme o altre fonti di calore, al massimo scaldare il bicchiere con acqua calda , ma poi, asciugare bene il bicchiere possibilmente con carta, quindi eliminando anche residui di detersivo o altri odori.

Umanizzare il bicchiere tenendolo nel palmo della mano trasmettendo calore corporeo, dando così tempo al distillato di evolversi, ossigenandosi, assaporando ogni sfaccettatura degli aromi attraverso una degustazione gusto olfattiva.